[ITA] [Amici del canale …] Social recruiting: cinque trend da monitorare

Da LinkedIn a Instagram, la caccia di talenti da parte delle aziende deve essere orientata al futuro. Attenta alla Generazione Z e ai candidati passivi.

Amici del canale, vi vorrei parlare oggi dei cinque principali trend del 2018 cui dovrebbe prestare attenzione chi si occupa di acquisizione di talenti. Trend che toccano tutti i settori, ma in particolare quelli dove la tecnologia la fa da padrona e quindi il mondo IT.

© iStock - ronstik

LinkedIn è diventato più di un semplice network professionale
Quando all’inizio sono nati i social media specifici per il recruiting, LinkedIn rappresentava senza dubbio la piattaforma privilegiata sia dai candidati sia dai recruiter. Collocandosi sul mercato come un ‘social network professionale’, LinkedIn si è differenziato dalla concorrenza, costituita in primis da Facebook e Twitter. Tuttavia, osservando la popolarità schiacciante di altri social network, alcuni addetti ai lavori hanno iniziato a chiedersi se effettivamente LinkedIn fosse uno strumento valido. La risposta è sì, lo è senza dubbio. Ecco perché. LinkedIn ha raggiunto i 530 milioni di membri, un numero a dir poco impressionante. Approfondendo questo fenomeno, si comprende subito quale sia il legame di questo successo con i grandi cambiamenti cui è stata sottoposta la piattaforma. Oltre a essere una semplice comunità virtuale, LinkedIn è stato infatti protagonista di una vera e propria trasformazione diventando una piattaforma di contenuti. Con 100.000 nuovi articoli pubblicati settimanalmente, LinkedIn sta producendo contenuti nuovi e strutturati a un ritmo incredibile. Ciò implica lo sviluppo di nuove opportunità per i team creativi di recruiting per guardare alla propria identità su LinkedIn e la nascita di nuovi modi per attrarre i candidati sulla piattaforma. Ogni qualvolta un’azienda non si occupa di trarre vantaggio dal ‘nuovo’ LinkedIn, perde l’occasione di entrare in contatto con i migliori talenti, regalandoli ai propri concorrenti più attenti al digitale.

Instagram Stories: le future Big Thing per il social recruiting
La crescita di Instagram nel corso degli anni ha rappresentato probabilmente l’opportunità più grande degli ultimi tempi per il social recruiting. Le opportunità di employer branding offerte da Instagram possono costituire una componente chiave di una strategia di acquisizione di talenti; e quando nel 2017 la piattaforma ha lanciato la funzione Instagram Stories, ha cambiato ancora una volta le regole del social recruiting. Secondo la piattaforma mobile video Dubdub, le visualizzazioni di Instagram Stories per i brand superano del 35% le visualizzazioni di Snapchat Stories. Inoltre, un’altra ricerca effettuata da Iconosquare ha rilevato che l’avvento delle Instagram Stories ha portato a una diminuzione del post engagement.

È arrivata (finalmente) la Generazione Z
Sembra ieri che i professionisti della selezione del personale si siano dovuti adattare alle novità dettate dai Millennial. Eppure, quando pareva che avessero compreso come attirare e convertire questo gruppo di nuovi job seeker, è arrivata la Generazione Z a scompaginare tutto. Per gli addetti al recruitment è fondamentale comprendere cosa si aspettano gli appartenenti alla Generazione Z quando cercano lavoro o si candidano per un tirocinio, in modo che il vostro processo sia ottimizzato in vista del momento in cui questo gruppo farà il suo ingresso in pieno sul mercato. Crescendo in un mondo quasi interamente digitale, le aspettative della Generazione Z in materia di digital vanno ben oltre a quelle dei Millennial. Questo significa che sono attivi sui social media, in particolare sui network più nuovi e di moda. Per questo, non essere aggiornati sui social media (o addirittura non farne parte) rappresenta per chi lavora nel settore il rischio di perdere completamente di vista un’intera fascia demografica. Questo rappresenterebbe un colpo durissimo nell’impegno per la selezione del personale, considerando che la Generazione Z comprende un’ampia fetta del mercato professionale.

I candidati passivi prevalgono
Un’altra definizione che sta spopolando nel mondo del recruitment è ‘passive candidate’, candidati passivi. Si tratta di persone che allo stato attuale hanno un impiego e che non sono alla ricerca attiva di nuove opportunità lavorative, ma che sono ben disposte a prendere in considerazione nuovi incarichi che si possono, potenzialmente, presentare. Con il 75% della forza lavoro ora considerata passiva, i social media consentono alle società di fornire contenuti utili e formativi, in modo da raggiungere questo target di candidati e avvicinarli al vostro brand. In particolare, gli strumenti di social listening rappresentano delle risorse molto valide nella ricerca di questo genere di candidati. Infatti, attrarre candidati passivi attraverso i social media, significa iniziare a intessere con loro delle relazioni facendo in modo che in futuro i candidati ideali possano convincersi ad abbandonare il proprio posto di lavoro per entrare a far parte del vostro team. Senza una strategia di recruitment basata sui social, questa diventerebbe un’attività estremamente difficile. È fondamentale quindi non sottovalutare l’importanza dei social media nell’attrarre i candidati passivi.

Il Social Recruiting è una realtà destinata a proseguire
Inizialmente l’incontro tra i social media e il mondo del recruitment è stato visto con molta diffidenza da parte della comunità dedita all’acquisizione di talenti. Tuttavia, quando i vantaggi di questo mix sono diventati evidenti e le aziende hanno iniziato a toccare con mano i benefici di questo metodo, in tutto il settore l’unione di social e recruitment è diventata prassi. Considerando la continua evoluzione dei social media e l’avvento sul mercato di nuove piattaforme, sembra evidente che il social recruiting continuerà a essere una parte fondamentale delle strategie moderne di acquisizione dei talenti. Ecco perché le aziende e gli addetti alla selezione del personale disposti a proiettarsi verso un orizzonte nuovo saranno coloro che trarranno il massimo vantaggio, attraendo i talenti migliori presenti sul mercato.

Amici del canale, siete pronti per il social recruiting? Ne vogliamo parlare, in concreto?

[per leggere l’articolo sul sito della rivista clicca QUI]

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